Introduzione

Le mie chitarre Signature nascono per richiesta espressa di un artista che necessita di uno strumento estremamente personalizzato. Vi voglio raccontare la storia della nascita di questi strumenti veramente unici dal punto di vista tecnico ed estetico e anche di come ho conosciuto i loro proprietari.

Top Flamed mango
Body Pioppo damascato
Manico Mogano kaya
Tastiera e ponte Ebano africano a poro chiuso
Filetti Ebano africano a poro chiuso
Numero tasti 22
Truss rod A doppia azione in acciao inox
Diapason 650 mm
Misura tastiera I tasto 52 mm – XII tasto 62 mm
Spessore manico I tasto 20 mm – X tasto 22 mm
Attacco manico XII tasto
Lunghezza body 460 mm
Altezza body 42 mm
Meccaniche Grover Mini Bass X4 lato bassi – Exagon Minima Gold X3 lato cantini
Amplificazione Schertler Lydia X2 split bassi cantini
Verniciatura Vernice satinata a spruzzo a base ceramica

In una delle tante sere in bottega entra un signore salutando: “Ciao, è da un po’ che manco da Cosenza stavo passeggiando e ho notato il tuo laboratorio. Non sapevo ci fosse un liutaio qui nel centro storico”.

Quel signore era Enrico Granafei, chitarrista e fine armonicista Jazz. Con Enrico è nata subito una collaborazione professionale e un’ottima amicizia. Ogni volta che torna dagli USA cerchiamo sempre di organizzare qualche concerto qui a Cosenza, a volte ci va bene e a volte male.

Nel settembre del 2017 Enrico mi chiama per salutarmi e poi mi dice: “ Ho un’idea che mi gira da tanto tempo in testa… Vorrei che mi realizzassi una solid body chitarra-basso a sette corde”.

Io con molto piacere accetto il lavoro. In quel momento ero in viaggio ed avevo a portata di mano il pc con cui disegno i miei progetti. Quindi con tanto tempo a disposizione mi sono messo subito all’opera.

Esattamente dopo circa 3 mesi di progettazione e quasi un anno di lavoro è nata la chitarra di Enrico che ho voluto chiamare “Enrico Granafei Hybride Signature”. Questo strumento è riuscito anche grazie alla sapienza di Mimmo Peruffo, proprietario di Aquila Corde che ha sede a Vicenza. Il ruolo di Mimmo è stato fondamentale, infatti ho potuto sfruttare un tipo di corda che suona un’ottava più bassa di una corda tradizionale da chitarra, senza aver bisogno di un diapason scala lunga (brevetto Aquila Corde).

La chitarra-basso è una solid body in quattro pezzi speculari in pioppo damascato ed ha un top in due pezzi speculari in Flamed mango. Dal primo sguardo si capisce subito che stiamo parlando di uno strumento veramente particolare. A differenza di una solid body tradizionale, la Granafei Hybride non monta corde in metallo ma in nylon, come una chitarra classica; le prime quattro corde Mi, Si, Sol e Re sono standard, mentre le ultime tre sono La Basso, Mi basso e Si basso. Il tutto viene amplificato da due sistemi a microfono Schertler splittati su due schede audio che possono essere governate separatamente, quindi possiamo avere un canale bassi ed un canale cantini.

Un altro carattere distintivo di questo strumento è il design della paletta che racchiude in sé due stili: dal lato cantini troviamo un’asola con tre meccaniche singole da chitarra classica. Dal lato bassi troviamo quattro fori con alloggiate quattro meccaniche da basso.

A marzo 2018 vado a prendere Enrico in aeroporto, ci salutiamo, e successivamente ci dirigiamo in bottega dove l’aspetta la sua nuova chitarra. L’utilizzo che fa Enrico di questo strumento è veramente sorprendente e forse anche un po’ complesso da spiegare, quindi vi lascio ad una piccola intervista e poi ad una dimostrazione live del grande Enrico Granafei.

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