TRADIZIONE

La tradizione per me è rappresentata dal Legno che deve essere senza ombra di dubbio di altissima qualità: anche questo rende speciale uno strumento fatto a mano. Tutto il legno utilizzato per le mie chitarre viene selezionato da me pezzo per pezzo.

Tavola armonica

Per la parte più importante dello strumento io uso due tipi di legno: l’abete e il cedro, stagionati minimo 5 anni. Le lunghe stagionature su legni morbidi e leggeri come l’abete e il cedro non portano nessun miglioramento del suono, anzi, si ottiene l’effetto opposto: questo perché sono poveri di lignina che è un complesso polimero organico, il quale dà compattezza al legno. Con il passare del tempo questo decade, con conseguente invecchiamento precoce del legno con cui è stata fatta la tavola armonica. Utilizzo principalmente abete italiano Val di Fiemme o Val Canale, per gli strumenti folk utilizzo abete Sitka.

Fondo, fasce, manico, tastiera, rosetta e ponte.

Questi componenti a differenza della tavola armonica devono essere realizzati con legni duri e molto stagionati per ottenere stabilità nel tempo. All’inizio della mia carriera tendevo ad utilizzare maggiormente essenze esotiche come il palissandro indiano, ma col passare del tempo sono sempre più convito che il futuro della liuteria sia nella riscoperta dei legni nostrani: il noce, il ciliegio o il pero non sono qualitativamente inferiori rispetto ai legni esotici. Aggiungo che la scelta dell’utilizzo di essenze nostrane conferisce un maggiore tocco di italianità ai miei strumenti. Per i manici scelgo legni compatti e stabili quali la cedrela adorata, il noce, l’acero ed il mogano. Le tastiere dei miei strumenti vengono realizzate con ebano Madagascar a poro completamente chiuso. Utilizzo anche diversi tipi di palissandro. Per le decorazioni e gli intarsi mi servo di acero marezzato, legno di rosa, legno viola ecc… tutti quei legni che danno una sfumatura e un tocco di colore in più. Utilizzo anche il legno di limone, molto compatto, ricco di colori e figure. Inoltre per le decorazioni uso madreperla, abalone e pietre dure di diverso tipo come l’acqua marina o il turchese. La rosetta per me è una parte della chitarra su cui posso dare sfogo alla mia fantasia, per questo motivo ad ogni "serie" di chitarre creo un nuovo disegno. Infine i ponti sono realizzati in palissandro indiano, noce ed ebano Madagascar con venatura inclina a 45 gradi, molto stretta, in modo da conferire maggiore resistenza.

INNOVAZIONE

Penso che Torres (padre della chitarra moderna) abbia avuto spesso in mente questa parola. Per me si traduce nell’inventare o perfezionare metodi di costruzione e di risoluzione dei problemi che si presentano in ogni momento: ricerca di nuovi materiali, ottimizzazione del lavoro mediante l’utilizzo di nuove tecnologie.

Metodi di lavorazione

Il pensiero comune porta a credere che fare il liutaio significhi usare solo raspa, pialla e scalpello, ma tutto questo non basta. Quando si sente parlare di macchine in un lavoro d’artigianato non si crede mai che possa esserci sempre l’artigiano, il quale pensa come usare e muovere la macchina. E non è semplice come si può pensare. Tutto questo si può tradurre in tre parole: pensare, progettare, eseguire.

Le colle

In liuteria il collante per eccellenza è la colla animale, la quale viene ricavata da pelle, ossa e vescica di alcuni animali. Per capire a fondo questo argomento, durante i miei studi alla Civica scuola di liuteria, per mia scelta ho deciso di approfondire la teoria sui collanti a livello chimico-scientifico, studiando i diversi tipi di colle dal punto di vista molecolare per poi applicare tutto alla pratica. Tutto ciò mi ha fatto capire che per ogni passaggio costruttivo servono diversi tipi di collanti che abbiano differenti proprietà tecniche. Nella costruzione dei miei strumenti, oltre ad alcuni tipi di colla animale, trovano impiego varie colle sintetiche, che permettono di migliorare la resistenza e la durata delle chitarre.

Carbonio

Utilizzo il carbonio, materiale hightech, per tutti gli elementi strutturali dei miei strumenti, al fine di dare più resistenza, leggerezza e durabilità alla mie chitarre.

Le vernici

Per secoli sono state utilizzate vernici con componenti vegetali, minerali e animali. Oggi esistono anche le vernici sintetiche che permettono di velocizzare i processi e rendere il risultato sempre più vicino alla perfezione. Per anni sui miei strumenti ho utilizzato vernici a base alcolica, come può essere la gomma lacca, per poi passare alle vernici a base oleosa, come la vernice all’ambra o alla colofonia. Pur ottenendo ottimi risultati di copertura, bellezza e lucentezza c’era sempre un limite: la durata e la resistenza a lungo termine. Al giorno d’oggi il musicista tende a viaggiare molto insieme al suo strumento e necessita di una copertura che protegga al meglio la sua chitarra, senza avere nessun timore di rovinarla. Per tutti questi motivi mi sono affidato alla professionalità di Andrea Brunocilla, carrozziere e verniciatore di esperienza, che mi ha insegnato a lucidare i miei strumenti con le vernici a spruzzo a base ceramica. Questo tipo di vernici hanno il vantaggio di essere molto resistenti a qualsiasi abrasione o agente chimico aggressivo, mantenendo uno spessore omogeneo ed estremamente sottile su tutto lo strumento. Un altro vantaggio è quello di poter essere ripristinate molto facilmente tramite la spazzolatura e la ri-lucidatura. Il chitarrista non dovrà più preoccuparsi eccessivamente per mantenere bella e splendente per anni la sua chitarra.

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